Promuovere una città storica italiana a “sito dell’UNESCO” (o meglio a “patrimonio dell’umanità”) può oggi apparire una missione intrinsecamente difficile. Per molti motivi. Il primo è che i centri storici italiani (ed europei) già inseriti nella lista UNESCO sono moltissimi.
Il secondo è che proprio per compensare la prevalenza numerica dei siti italiani l’UNESCO tende ad essere particolarmente restrittiva nell’ammissione delle candidature italiane. Il terzo motivo, connesso ai primi due, è che proprio per completare nel modo più ampio e obiettivo possibile la sua ricognizione (e istanza di salvaguardia) del patrimonio dell’umanità, l’UNESCO tende negli ultimi tempi a privilegiare siti naturalistici di altissimo valore ambientale e paesaggistico, non di rado collocati in paesi e aree geografiche finora poco presenti nella lista. D’altro canto la città e la commissione istituita dal comune di Ascoli in collaborazione con le altre istituzioni locali sanno benissimo che la città rappresenta un luogo e una testimonianza storica e culturale decisamente meritevoli delle attenzioni della somma organizzazione internazionale.
by Pippo Ciorra